POLITTICO-Sara Gimigliano

Il polittico (dal greco "pieghe") è un dipinto (o rilievo) su legno o tela, costituito da elenchi dei beni stesi dalle chiese e dai monasteri in età carolingia. Essi rappresentano una fonte utile non solo dal punto di vista della qualità, ma anche dal punto di vista numerico. Analizzano, infatti, la struttura di ogni villa, dominico e terra tributaria, elencando i censi e i servizi che devono i singoli mansi. Il più antico e celebre, è il polittico prodotto dall’ abate di Irminone,a Parigi, tra l'811 e l'826.

Il seguente testo elenca i diversi elementi presenti nell abbazia di Saint-Germain-des-Pré, la più antica chiesa di Parigi. Le sue origini risalgono al 542 quando re Childeberto I la fece costruire per custodirvi delle reliquie di San Vincenzo che egli aveva ricevuto in Spagna durante l'assedio di Saragozza: San Vincenzo. Questo lo portò a scegliere di interrompere l'assedio per non contrastare la protezione divina invocata e come tale lasciò la città. In segno di gratitudine per aver interrotto le ostilità, il vescovo di Saragozza gli offrì in dono la stola di San Vincenzo che in quella città era conservata. Posta quindi sotto patronato reale, l'abbazia divenne una delle più ricche di Francia; essa accolse un importante scriptorium già a partire dall'XI secolo e rimase un centro della vita intellettuale cattolica francese sino alla Rivoluzione Francese.
Nel 558, la chiesa venne ufficialmente dedicata a San Vincenzo ad opera di Germano, vescovo di Parigi.

Polittico redatto per ordine di Irminone, abate di Saint-Germain-des-Prés.

[L'abbazia] possiede a Palaiseau un manso dominico (mansum dominicatum) con abitazione e altri immobili in numero sufficiente.
Essa vi possiede 6 culturae di terra arabile, estese 287 bonniers dove possono essere seminati 1300 moggi di frumento; e 127 arpenti di vigna dove possono essere raccolti 800 moggi di vino. Essa possiede 100 arpenti di prato, su cui possono raccogliersi 150 carri di fieno.
Essa possiede nella località un bosco stimato una lega di circonferenza, dove si possono ingrassare 50 porci.
Essa vi possiede 3 mulini. Ne ricava un censo di 154 moggi di grano.
Essa vi possiede una chiesa costruita con cura, con tutto il necessario (cum omni apparatu). Le appartengono 17 bonniers di arativo, 5 arpenti e mezzo di vigna, 3 arpenti di prato…
Essa possiede un'altra chiesa a Gif, che tiene il prete Warodo. Ne dipendono 7 «ospiti». Ed essa possiede, tra il prete e i suoi ospiti, 6 bonniers e mezzo di arativo, 5 arpenti di vigna, 5 arpenti di prato, 1 bonnier di giovane bosco (silva novella)… Walafredo, colono e maior, e la moglie, colona, chiamata Eudimia, uomini di San Germano, hanno in casa due bambini, di nome Walahildo e Leutgardo. Egli tiene 2 mansi ingenuili, costituiti da 7 bonniers di terra arabile, 6 arpenti di vigna, 4 arpenti di prato. Egli paga per ogni manso 1 bue, un altro anno 1 porco; 4 denari per il diritto d'uso del bosco (in lignericia), 2 moggi di vino per il diritto di pascolo, una pecora con un agnello. Lavora per i cereali d'inverno (ad hibernaticum) 4 pertiche, per quelli di marzo (ad tremissem) 2 pertiche; corvées (corvados), lavori con il carro (carroperas), opere manuali (manoperas), taglio di legna secondo quanto gli viene comandato; 3 polli; 15 uova…
L'abbazia possiede a Palaiseau 108 mansi ingenuili, che corrispondono ogni anno al momento dell'esercito 6 carri (carra), ogni tre anni 108 porci, ogni due anni 108 pecore con gli agnelli, 240 moggi di vino per il diritto di pascolo, 35 soldi per il diritto d'uso del bosco, 350 polli, 1750 uova, 9 soldi di testatico (de capatico).
I mansi, mansi ingenuili, absi e servili, sono in complesso 127.